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Google Penguin 4.0 E ARRIVATO! 23/09/2016 L’ANNUNCIO UFFICIALE E’ DI GOOGLE.

Nuovo Penguin 4.0 di Google…era ora!
Finalmente è arrivato l’aggiornamento dell'algoritmo che tutti i web seo (seri) aspettavano. Da oggi Google avvantaggerà in maniera sempre maggiore i siti che hanno contenuti di qualità in linea con gli argomenti trattati e andrà a penalizzare drasticamente i siti web che per posizionarsi in alto nelle ricerche hanno adottato quelle tecniche da sempre indicate da Google come illecite.

Infatti Google Penguin 4.0 rinforzerà le misure per contrastare chi con furbizia fin ora è riuscito a posizionare il proprio sito web o quello che propri clienti sfruttando il keyword stuffing, ovvero il ripetersi indiscriminato delle parole chiave all’interno del proprio sito senza una logica precisa, inserendole impropriamente in un contesto, in una prosa grammaticalmente scorretta e priva di contenuti di qualità.
Per esempio: se un sito internet si occupa di serramenti in alluminio deve naturalmente produrre del testo (contenuti) in linea con l’argomento trattato inserendo quando necessario l’oggetto che è anche la parola chiave “serramenti in alluminio” appunto.
E’ naturale quindi che all’interno di un testo, di una spiegazione del prodotto, che riempia 30 righe di testo la keyword venga ripetuta 4-5 volte.
La pratica sbagliata in estremo è inserire la keyword 20-25 volte all’interno delle stesse righe. Questo si chiama keyword stuffing. Ed è scorretto. E sarà punito.
Questa pratica scorretta ha fatto in modo di trovarsi in prima pagina dei siti privi di contenuti e non coerenti con le ricerche che volevamo fare.
Non solo… Google Penguin 4.0 attraverso una nuova serie di parametri individuerà un’altra pratica molto scorretta secondo le linee guida di Google (che per inciso esistono da sempre) che è quella dei “black hat links”, ovvero link presenti in centinaia di siti spam creati appositamente per posizionare il proprio sito o quello che propri clienti in alto nelle ricerche occupando i primi posti.
Questa pratica conosciuta anche come link building verrà scovata dal nuovo aggiornamento dell’algoritmo a andrà a penalizzare i siti che la sfruttano.
Ad esempio: se un sito ha 1000 link esterni presenti in rete su altrettanti siti/portali che puntano al sito stesso è evidente che Google lo favorisca rispetto ad altri siti dello stesso settore che hanno meno link in entrata. Tutto questo è corretto salvo che i link esterni non siano illeciti, ovvero che non siano inseriti in siti spam senza contenuti e senza argomenti specifici, magari settoriali, realizzati appositamente per creare link building.
Noi di Motori In Pole Position come sicuramente altri colleghi che operano nel rispetto delle linee guida di Google accogliamo con gande soddisfazione questa nuova rivoluzione che farà finalmente pulizia di quei siti che direttamente o tramite le web agency “specializzate in posizionamento web” hanno occupato impropriamente i primi posti nelle ricerche su Google.
Dicono, ma non è certo, che la penalizzazione per quei siti che si sono macchiati delle pratiche illecite dette sopra possa essere di due anni, ma una cosa è certa: a pagarne le spese non saranno le web agency scorrette ma il sito che si è posizionato grazie alle loro attività “seo”.
Come diciamo sempre ai nostri clienti: affidatevi a veri professionisti (che non siamo solo noi è ovvio) e state attenti ai prezzi troppo allettanti che vi offrono per posizionare il vostro sito perché spesso dietro la facciata di una parete si nasconde la muffa….

 

Ho sentito parlare per la prima volta di Internet nel 1991 quando lavoravo ad Anzola Emila presso un azienda di Marketing e Comunicazione.

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Ero con un amico di Modena che mi raccontava di questo “ambiente informatico”, lo chiamava lui, messo a servizio del mondo dalla NASA e accessibile attraverso la linea telefonica. Mi parlava di un ambiente informatico dove reperire qualsiasi tipo di informazione, una banca dati infinita ed accessibile a tutti. Gli chiesi di farmi un esempio pratico di cosa potessi trovare in quel “ambiente informatico”. Lui mi rispose semplicemente: “tutto”.

 

Avevo 19 anni e quella risposta scosse talmente tanto la mia curiosità che il giorno dopo alle 7,00 del mattino, prima di andare a lavoro, mi recai alla mia solita edicola di Lavino di Mezzo per cercare una rivista o qualsiasi cosa parlasse di questo Internet visto che, pur avendo un computer, non avevo la più pallida idea di come arrivarci. (Ora diremmo “connettersi”).

 

Non trovai nulla. Pensai: o non è vero niente oppure è talmente una cosa nuova che non trova spazio sui giornali. Prima di uscire chiesi all’edicolante se avesse mai sentito parlare di internet e lui mi rispose “si, da un altro che come te cercava una rivista di questa cosa”. Almeno è una cosa vera… pensai. Di li a poco trovai il modo di connettermi e di conoscere Internet.

 

Passarono alcuni anni da allora e nel 1998 iniziai a collaborare con una Web Agency (diremmo oggi) che era a sua volta “una costola” di un'altra azienda di Informatica ben consolidata con sede al Centergross (tra Castel Maggiore e Funo di Argelato). L’Azienda realizzava siti internet e applicazioni web per i clienti in portafoglio all’azienda di informatica. I Clienti erano importanti aziende a livello nazionale ed internazionale e molte di queste avevano più sedi, sia in Italia che all'estero ed avevano l’esigenza più di altre ad utilizzare questo tipo di mezzo di comunicazione. Pian piano Internet diventava sempre più un mezzo di lavoro, oltre che di pubblicità. Su Internet giravano applicazioni di tutti i generi, dagli acquisti, alla gestione del magazzino, al collegamento tra sedi diverse della stessa azienda sparse in tutto il mondo collegate via Web.

 

Allora, i motori di ricerca erano ancora pochi rispetto ad oggi. I più utilizzati erano Altavista e Yahoo. In Italia c'era anche Virgilio e pochi altri. Google è arrivato dopo. Il resto, almeno per quanto riguarda i motori di ricerca, è noto a tutti.

 

Ma la cosa che più mi colpiva era “l’indispensabilità” dei motori di ricerca. Il numero dei siti internet cresceva di giorno in giorno, anche le piccole aziende e poi i negozi si affacciavano sul web con i loro siti ed era sempre più difficile per un azienda comparire nelle prime posizioni di ricerca.

 

Fu in quel periodo che decisi di intraprendere anch'io la strada del posizionamento su motori di ricerca per offrire ai clienti una maggiore visibilità sul web.

 

Vincenzo Pappadà

 

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